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Scritto da Amministratore Campo Teatrale   
lunedì 29 ottobre 2007

 

 

RITA 


 

Compagnia La Luna Nel Letto 

 

in scena da Venerdì 12 a Domenica 14 Marzo, Ore 21.00

presso il Teatro Guanella di Milano (Via Duprè 19)

ingresso secondo i Prezzi degli Appuntamenti in Stagione

 

 

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di e con Raffaella Tiziana Giancipoli

assistente alla regia Bruno Soriato

consulenza linguistica Tommaso Scarimbolo e Katia Scarimbolo

disegno luci Tea Primiterra

 

Spettacolo Finalista Premio Scenario 2007


 

 

Bianco e nero. Come una fotografia di altri tempi, come un segno lasciato dall'inchiostro sul foglio. Come stralci di luce ed ombra. Bianco e nero come il ricordo di ferite dimenticate. Ci sono storie che è meglio scordare, fatti che non bisogna mai pronunciare. Rita lo fa, per lunghi anni seppellisce la sua adolescenza. Seppellisce i ricordi belli accanto a quelli più tristi.

Poi un giorno il passato bussa alla porta e senza aspettare d'essere invitato invade il presente.

E questa volta Rita non chiude le porte, non fugge, non dimentica. Si siede tra la polvere dei ricordi e li ripercorre come se li vivesse in quell'esatto istante.

Ed ecco che passato e presente si affacciano sulle sue labbra e si rincorrono in un continuo gioco di alternanza. Fino a mescolarsi, talvolta.

 

E chi guarda e ascolta, a tratti non sa più che età abbia la donna che gli sta di fronte.

 

Ma l'età anagrafica diventa un particolare senza storia, quando ciò che conta è la storia in sé. Ricostruirla. Rimpastare un passato che qualcuno ha sbriciolato, attraversando il bianco e il nero della sua esistenza.

Lo spettacolo inizia proprio come una fotografia in bianco e nero che a un certo punto si anima. Ed ecco che Rita chiude gli occhi e ricorda o forse sogna: una vita diversa, l’amore, il cuore che batte forte, le fughe nonostante i controlli, le mani morbide di lui.

 

La paura di essere amata e alla fine lasciarsi andare. Ma solo ad occhi chiusi può lasciarsi andare al volo. Abbandonarsi. Abbandonarsi ai ricordi rimasti impigliati in un capello bianco, tra i solchi delle mani rugose, in una piega dell’abito buono. Fino a cadere più giù della Rita che ha sempre conosciuto, davanti alla porta dei suoi incubi. Incubi di fronte ai quali non ci si può più nascondere. Aprire gli occhi diventa necessario e doloroso. E in alcuni momenti quel dolore è ancora così vivo, che Rita non ha altro modo di dirlo se non nella lingua madre del suo corpo. A tratti le mani, la bocca, i piedi, tutto parla in dialetto. La lingua della terra che l'ha generata. E allora finalmente può aprire gli occhi e guardare in faccia il passato, quello vero. Occhi negli occhi.

 

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INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

TEATRO GUANELLA

Dal Lunedì al Venerdì dalle 10.00 alle 19.00

Tel 02 26113133

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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 marzo 2010 )