Jorge

-nessuno-

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Regia e drammaturgia

Caterina Scalenghe

Con

Lia Gallo e Marta Annoni

Montaggio Video e Musiche

Michele Ciardulli

Scene e costumi

Lia Gallo e Caterina Scalenghe

Fotografie di scena

Gaia Mattioli

Disegno luci

Lucia Rho

Produzione

Campo Teatrale

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Giorgio Perlasca, viene ricordato come 'Giusto fra le Nazioni' poichè, nell'inverno del '44-'45, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei ungheresi.
Lo fece mascherandosi, fingendo, rischiando, inventandosi un ruolo: quello di Console spagnolo.
La sua incredibile vicenda, tenuta segreta nonostante un memoriale scritto e consegnato alle autorità Italiane e Spagnole dallo stesso Perlasca, è stata resa nota grazie ad un gruppo di donne da lui salvate che si misero a cercarlo alla fine degli anni '80.

Giorgio Perlasca, viene ricordato come 'Giusto fra le Nazioni' poichè, nell'inverno del '44-'45, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei ungheresi.
Lo fece mascherandosi, fingendo, rischiando, inventandosi un ruolo: quello di Console spagnolo.
La sua incredibile vicenda, tenuta segreta nonostante un memoriale scritto e consegnato alle autorità Italiane e Spagnole dallo stesso Perlasca, è stata resa nota grazie ad un gruppo di donne da lui salvate che si misero a cercarlo alla fine degli anni '80.
Nasce così la storia dello spettacolo, da queste donne, dalla loro voce, dai loro pomeriggi e dai loro ricordi di bambine. Parlerà il Danubio che nelle sue acque ha visto morire migliaia di innocenti, parleranno le Case Protette dove riescono a salvarsi madri con i propri figli, parleranno i ragazzi e gli anziani destinati allo sterminio, parleranno le scarpe abbandonate dai deportati ...
Attraverso i racconti di queste persone rivivranno il coraggio e l'umiltà di un uomo capace di permettere a migliaia di bambini di diventare grandi, lui che pur non essendo né diplomatico, né spagnolo anche nelle situazioni peggiori, in cui l'assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico, disse: "Ho fatto tutto questo perché sono un uomo". Da questo sommo rispetto per la specie umana, la voglia di raccontarlo narrando le voci e i luoghi, dei "sommersi e dei salvati" cercando di onorare il messaggio che ci ha lasciato:
"Vorrei che i giovani, sì, i giovani, si interessassero a questa mia storia unicamente per pensare, oltre a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere " G.Perlasca
Lo spettacolo è rivolto agli studenti della Scuola Secondaria di primo e secondo grado. Ad ogni classe viene consegnato un kit didattico, con le fonti e i riferimenti storici.

 

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