LA VOLONTÀ - frammenti per Simone WeilRegia César Brie

-nessuno-

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drammaturgia e regia

César Brie

con

César Brie e Catia Caramia

scene e costumi

Giancarlo Gentilucci

musiche originali

Pablo Brie

disegno luci

Daniela Vespa

assistenti alla regia

Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Vera Dalla Pasqua

consulenza tecnica e macchinistica

Sergio Taddei, Stefano Ronconi, Nevio Semprini, Matteo Fiorini, Gianluca Bolla

foto di scena

Paolo Porto

residenza

Teatro Nobelperlapace

produzione

Campo Teatrale / César Brie

ringraziamenti

Giampiero Piscaglia, Giada Fornaciari, Tamara Balducci, Gloria Betelli, Tiziana Irti

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Spettacolo vincitore del Bando "I Teatri del Sacro" edizione 2014/2015

Una donna poggiata contro un muro.
Un uomo disegna un letto sul muro.
La donna, in piedi e allo stesso tempo coricata nel suo letto, parla con Dio.
L'uomo la regge, la accudisce, dialoga con lei, ci racconta di lei.
L'unica traccia di quest'uomo sono le sue iniziali incise sotto le parole in italiano scritte sulla lapide di Simone Weil al cimitero di Ashford, nel Kent.
C.M.

Spettacolo vincitore del Bando "I Teatri del Sacro" edizione 2014/2015

Una donna poggiata contro un muro.
Un uomo disegna un letto sul muro.
La donna, in piedi e allo stesso tempo coricata nel suo letto, parla con Dio.
L'uomo la regge, la accudisce, dialoga con lei, ci racconta di lei.
L'unica traccia di quest'uomo sono le sue iniziali incise sotto le parole in italiano scritte sulla lapide di Simone Weil al cimitero di Ashford, nel Kent.
C.M.

L'abbiamo chiamato Carlo Manfredi, gli abbiamo dato un ruolo, quello di infermiere, e il compito di accudire Simone Weil nella sua agonia.
Il muro non è più un letto. Su quel muro Simone e il suo infermiere disegnano l'universo.
Le stelle, che Simone studiava, appaiono mentre vengono brutalmente cancellate le sagome dei fucilati nelle purghe staliniste che Simone fu tra le prime a denunciare. Il muro è il luogo dove si mostra l'esercizio della forza, che Simone descrisse nel saggio sull'Iliade.
E il letto, non più disegnato, galleggia attraversato da Simone e dalle sue ossessioni: il lavoro, la violenza, lo spirito, la febbre e gli stenti che la porteranno a morire a 33 anni, l'età del Cristo, sola. Accompagnata da questo testimone che abbiamo inventato.

Il pensiero di Simone Weil, quasi sconosciuto alla sua morte, oggi ci interroga con una forza sconvolgente.
Si occupò degli uomini, dei pensieri e delle azioni degli uomini.
Fu operaia, sindacalista, insegnante, scrittrice, storica, poetessa, drammaturga, combattente, filosofa, contadina.

Morì di stenti, in esilio. Si occupava degli uomini e dimenticava se stessa.

César Brie

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