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Figure Capovolte
in scena Venerdì 11 e Sabato 12 Aprile - Ore 21.00
con Francesca Albanese e Swewa Schneider realizzazione video Valeria Passiatore attori video Raffaella Agate, Michele Clementelli scenografia Silvia Moro, Alice Rocchetta costumi Lapi Lou consulenza musicale Francesco Picceo drammaturgia e regia Silvia Baldini
un ringraziamento particolare a
Lo spettacolo nasce dall’incontro con La vecchia scorticata de “Lo cunto de li cunti” di Basile. Una novella feroce che narra di due vecchie mostruosamente brutte e un re mostruosamente stupido che, proprio perché non ha mai visto uscire le sue vicine di casa, le corteggia credendole una fanciulla bellissima. Una novella spietata in cui si dice che “il vizio maledetto, incastrato in noialtre femmine, di voler sembrare belle ci riduce al punto che per indorare la cornice della fronte guastiamo il quadro della faccia, per imbiancare le pellicine della carne roviniamo le ossa dei denti e per dar luce alle membra oscuriamo la vista”. (Basile)
Quante storie di cronaca oggi raccontano di morti sotto i ferri del chirurgo plastico, quanti prodotti di bellezza oggi ci pubblicizzano e promettono giovinezza eterna e visi lisci, corpi splendenti e cosce sode, pance piatte e seni prosperosi, viviamo nell’epoca della bellezza a tutti i costi, stampata nelle pagine pubblicitarie che occupano la metà di ogni giornale, trasmessa a tutte le ore dalla televisione sotto forma di pubblicità, reality, talk show, persino tg! La brutalità della novella di Basile è più che mai contemporanea!
E se queste vecchie fossero ancora rinchiuse, quale principe busserebbe oggi alla loro porta? Nasce così Scorticate, una fiaba grottesca per adulti. Due vecchie mostruose rinchiuse in casa, brutte da sempre, unica finestra sul mondo: la televisione, che ricorda loro che non c’è spazio per chi non è bello. Il re è il loro vicino di casa – novello “tronista” televisivo – che dallo studio di un reality corteggia la misteriosa vicina di casa credendola bella.
Sulla scena un mondo in bianco e nero ma caldo d’umanità, quello dei due vecchi mostri, e un mondo splendente, colorato, quello della tv, dove tutto è decisamente di plastica, le persone, i sentimenti, le vicende. Il linguaggio è grottesco, crudele, lo sguardo ingenuo, da fiaba, per raccontare come forse oggi, ancora più che ai tempi di Basile, “la bruttezza di per sé è sempre colpevole” (Muriel Barbery)
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