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in scena da Giovedì 10 a Domenica 13 e da Martedì 15 a Domenica 20 Febbraio
(Orario spettacoli: Ore 21.00 - Domenica Ore 18.30)
presso il Teatro Guanella di Milano (Via Duprè 19) ingresso secondo i Prezzi degli Appuntamenti in Stagione > promozione SCONTATA PRECARIETA' A chi presenterà in cassa il proprio contratto a progetto o di stage
Compagnia CampoTeatrale
visioni da L'orologio americano, di Arthur Miller
regia Caterina Scalenghe con Marco Colombo Bolla, Donato Nubile, Sveva Raimondi allestimento Campo Teatrale videoproiezioni e grafica Michele Migliarini e Chiara Mironici foto di scena Domenico Cicchetti, Danilo Da Re produzione Campo Teatrale
«Il ‘29 era come un casinò da gioco coi dadi truccati. Pochi croupier facevano ballare una massa di gonzi. Vertiginoso, guadagni astronomici, tutto si comprava nella speranza e tutto nella fiducia… E’ questo che ha provocato il crollo, la minima scossa poteva provocare la catastrofe. Non c’erano controlli… Era l’epoca del “tutti milionari”!» (Arthur Miller) In quegli anni il finanziere newyorchese Bernard Baruch scriveva: «Acquistare a rate, puntando sulla propria capacità futura di ripagare una vita migliore, può essere saggio ma può anche essere spinto all’esagerazione. Abbiamo raggiunto l’esagerazione». La crisi degli anni 30 colpì quasi tutti gli americani, dovunque vivessero e a qualunque classe sociale appartenessero, e li colpì improvvisamente, senza preavviso e senza lasciargli scampo. Rivisitare gli anni del New Deal a caccia di analogie è un esercizio curioso e rivelatore. Ci siamo chiesti come nasca quel clima psicologico di fiducia e di esagerato ottimismo che porta a credere realizzabile il sogno di una facile ricchezza, e quale stordimento o distrazione conducano di fatto a consumi irragionevoli. E ora, quando ancora una volta le parole chiave dovrebbero essere “risparmio” e “sobrietà”, la storia sembra ripetersi. Abbiamo scelto di raccontare l’America degli anni 30 attraverso la voce di Miller e le vicende di una tipica famiglia americana della media borghesia, con uno sguardo verso il nostro tempo che non è poi così diverso. Il testo, scarnificato e in parte riscritto, e le immagini, che hanno ampio spazio nel lavoro, ci conducono con notizie di cronaca e avvenimenti personali dentro e fuori il loro vissuto quotidiano e all’interno di un mondo che intorno a loro, pian piano, si sgretola fino a crollare. Tra scioperi, tentazioni razziste, esodi verso terre più ricche e ricerca esasperata di un lavoro, si fa sempre più strada il bisogno di chiarire il proprio ruolo di uomini e donne all’interno di una società, di sentire che, come individui, si appartiene ancora ad una nazione che possiamo servire e ad una famiglia che possiamo proteggere. Gli attori si muovono all’interno di un piccolo spazio che scandisce un tempo indefinito. Il nylon che imballa, chiude, soffoca, ma anche ripara, accarezza e protegge, riflette la luce semplice e fioca delle lampadine; come a ricreare una sorta di acquario, un luogo all’apparenza magico, ma dal quale uscire diventa impossibile. Pochi elementi fissano momenti di una lotta per la sopravvivenza, e ci conducono in luoghi che non vorremo mai conoscere, come un banco dei pegni, o la fila per il pane. Rileggere di quel decennio è come rievocare un brutto sogno: furono anni di un realismo senza illusioni, dove però riaffiorò un nuovo rispetto per l’uomo e per i valori di fraternità e di solidarietà. Il testo narra storie lontane, che ancora ci appartengono e che forse sarà sempre opportuno raccontare: l’uomo, il lavoro, la famiglia, un sorriso, un regalo, un viaggio per cercare, un ritorno per riabbracciare, un ricordo, una danza, il sogno infranto e quello realizzato… La vita. «In quel periodo, nemmeno sapevo che esisteva un sistema. Pensavo che se un uomo era, diciamo, come mio padre, uno che lavorava sodo e produceva le merci giuste, per forza doveva star bene. Tutto qui. La vita era una questione di individui, mi pare.» (Arthur Miller)
Dal 10 al 20 Febbraio le repliche di Coraggio, il meglio è passato! saranno accompagnate da una serie di eventi gratuiti che traggono ispirazione dai temi dello spettacolo.
CORAGGIO, IL MEGLIO E' PASSATO!... ... IN CUCINA (Venerdì 18 Febbraio, Ore 20.00)
Aperitivo "a impatto (quasi) zero" e breve presentazione del libro "La cucina a impatto (quasi) zero" di Lisa Casali e Tommaso Fara. Scarti, avanzi e gustose ricette: piatti sfiziosi, ad effetto e poco costosi. L'idea ispiratrice del volume e dell’aperitivo è, oltre al risparmio in tempi di crisi, il rispetto per il cibo e la consapevolezza dell'impatto ambientale dei nostri consumi.
... IN MUSICA (Sabato 12 e 19 Febbraio)
Prima e dopo lo spettacolo, musica swing per immergersi nell'atmosfera anni '30. E' gradito l'abito stile anni '30. Ecco alcuni consigli per il look della serata. Per le donne: lunghi cappotti con colli di volpe e cappellini, vestiti da sera ultra femminili, lunghi sino ai piedi, con scollature vertiginose sulla schiena. Per gli uomini: cappelli e soprabiti, giacche, divise, bretelle, cravatte o papillon. Al termine dello spettacolo degustazione di Whishy Ballantine’s della Pernod Ricard.
... IN CINEMA (Domenica 13 e 20 Febbraio)
Dopo lo spettacolo, due chiacchiere e un bicchiere di vino in attesa della proiezione di "Tempi moderni", un film di Charlie Chaplin Comico, b/n durata 89 min. - USA 1936 con C. Chaplin, P. Goddard, H. Bergman, T. Sandford, A. Garcia. Un'irresistibile satira politico-sociale sui problemi legati al tema della disoccupazione. Molta freschezza nelle trovate e un Chaplin in gran forma, per un film che denuncia i problemi economici che hanno causato la grande depressione del 1929.
GLI ALTRI EVENTI... ... IN PUBBLICITA' (tutte le sere)
Campagne pubblicitarie sul prodotto "crisi", create dagli studenti del Master Copy Nuovi Linguaggi Alice Boss, Ginevra Bulgarini D'elci, Davide Calvi, Artur Caracciolo, Nicolò Maria Carrassi, Guido Cosari, Roberto DʼAgostin, Daniela De Pisapia, Marco De Rosa, Marta Foli, Luca Gallina, Rosario Giordano, Chiara Lazzaroni, Aurora Licandro, Martina Manna, Marta Marzola, Marta Nadalutti, Anna Pisano, Stefania Sangiorgio, Alice Vianello
... IN ARTE (tutte le sere)
Videoinstallazione di Petra Doppio, fashion designer Creare è trovare Il Bello negli oggetti (scarti, componenti, pezzi da buttare), apparentemente già privati dell'anima, e restituirgliene una. Eleonora Sala, fashion designer Creare significa modificare la realtà, ridipingendola con la propria tavolozza di colori, dandole nuovi significati finora non svelati.
Alessandra Scorletti, designer Creare è espressione della personalità e della visione del quotidiano.
... AL FEMMINILE (Venerdì 11 Febbraio)
Dopo lo spettacolo, presentazione del libro "Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l’economia" (Altreconomia Edizioni) Nel volume "Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l’economia" Elena Sisti e Beatrice Costa si sono chieste ed hanno chiesto ad accademiche, giornaliste ed esperte se guardare all’economia e alla crisi con uno sguardo femminile facesse cambiare la prospettiva. Ha senso parlare di PIL? Perché il lavoro di cura non è considerato come lavoro? La crisi economica ha gli stessi effetti su uomini e donne?
... IN ECONOMIA (Mercoledì 16 Febbraio)
Dopo lo spettacolo interverrà il Prof. Severino Salvemini, dell'Università Commerciale L. Bocconi Professore ordinario di Organizzazione aziendale alla Bocconi. Ha insegnato all'Università di Trento (1985-1987), di Bologna (1990-1993) e in alcune importanti Business School straniere, come la Stockholm School of Economics, l'Hec di Parigi, l'Ecole Nationale des Ponts et Chaussées di Parigi e l'Institut d'Administration d'Enterprise di Aix en Provence e l'Insead di Fontainebleau.
PHOTO GALLERY
RASSEGNA STAMPA
Uno sguardo al passato con una lucidità e una modernità che lascia
attoniti.
Ci troviamo in un inaspettato spazio raccolto. Un’atmosfera intima,
circoscritta al respiro del pubblico che si unisce a quello degli attori,
bravissimi a mantenere una concentrazione continua nella parabola di
uno spettacolo elettrico, profondo e accattivante.
Si perde il lavoro, nel '29. Si perde l'intimo legame con la propria famiglia, si rimane ad esso aggrappati con le unghie [...] Vergogna, disperazione, ma anche tenacia. In un allestimento intenso, essenziale.
COMPAGNIA CAMPOTEATRALE La Compagnia CampoTeatrale è costituita da un nucleo stabile, coincidente con la Direzione Artistica dell'omonima Scuola di Recitazione (Marco Colombo Bolla, Lia Gallo, Donato Nubile, Caterina Scalenghe), e da un gruppo di artisti con i quali vengono attivate collaborazioni ad hoc su progetti specifici. La Compagnia gestisce inoltre il Teatro Guanella di Milano. Il percorso di ricerca artistica della Compagnia mira alla definizione di un linguaggio che sia indipendente da metodi e forme. Far sì che l'istinto e la curiosità del momento scelgano il tema di indagine, e che quest'ultimo indichi al lavoro della Compagnia la via più opportuna per la scena, senza la preoccupazione di approdare ad una definita riconoscibilità estetica. Il desiderio è quello di consentire a ciascuno di portare in scena la propria poetica, il proprio corpo, la propria parola: la propria unicità. Gli attori, il testo, l’attenzione verso il contemporaneo, l’osservazione della realtà colta nell’essere forma, luce, suono, tensione: partire da questi materiali e scarnificarli, ricomporli, cercando di ricreare in scena suggestioni, polaroid del vissuto privato. (continua...)
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