Lettera Aperta 2008-2009
Scritto da Amministratore Campo Teatrale   
venerdì 02 ottobre 2009

Dunque non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. (Silenzio.) Non ne diciamo neanche bene. (Silenzio.) Non ne parliamo. (Silenzio.) È vero che la popolazione è aumentata...

S. Beckett

 

APPUNTAMENTI 2008-2009

 

Cari spettatori,

mi piacerebbe scrivere una lettera intelligente, con un filo logico importante, piena di bei ragionamenti. Che dei nostri prossimi appuntamenti spieghi un po' di tutto, e un po' di niente. La citazione giusta, il tema del momento… Chissà se ne sono capace. Quanta paura di non sembrare abbastanza interessante! Sarà per questo che aspetto febbraio per "SCOMODI QUI", il nuovo lavoro della Compagnia CampoTeatrale, dedicato proprio a chi ha paura?

"Nulla infonde più coraggio al pauroso che la paura altrui." (Umberto Eco)

Accidenti, una citazione! Sarà abbastanza colta, appropriata? Ecco che ci risiamo… Devo distrarmi, non pensare, svagarmi. In fondo "l'unica cosa che conta è divertirsi: litigare per divertirsi, viaggiare per divertirsi, divertirsi per non morire." Così recitano le note di regia de "LA CAGNOTTE", in scena ad ottobre. Ad ogni modo, divertirsi fa bene. E nei prossimi mesi, se verrete a trovarmi, le occasioni non mancheranno.

Ora per introdurre i prossimi spettacoli mi vengono in mente solo le solite frasi scontate sul divertirsi in maniera intelligente. è più forte di me! So che mi capite, in fondo ci sono alcuni stati d'animo che sono comuni a tutti. A gennaio "CRISIKO!" e "LA COSA 1" saranno un "montaggio di minimi comuni denominatori delle biografie di ognuno", raccontando "diverse fasi, diverse frasi, a volte anche le stesse. Frasi fatte. Fasi fratte. Fiori fritti." Cosa vuol dire? E che ne so.

Come non sanno dove si trovano e cosa li attende e i due personaggi di "DUE CANI". A novembre saremo testimoni delle loro vicende, come delle confessioni de "I CLIENTI", il testo inedito di Cèsar Brie in cui gli avventori di un'osteria tentano di dare una ragione al loro essere stati testimoni distratti di eventi ignobili.

Ad aprile, con "VITE DI SCARTO", un angelo spazzaturaio ci racconterà le vite raccolte per le strade della città, le vite ai margini, le vite di chi non sta al passo coi tempi. Anche le "FIGLIE DI SHERAZADE" raccontano, ma per salvarsi la vita. Lo faranno a novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne; e a una donna, "Lilith, la Luna Nera, donna primeva compagna di Adamo" è ispirato "IL PRATO DI JOSAFAT", in scena a marzo. Però...! Questa lettera alla fine la sto scrivendo! Non sarà un capolavoro di stile, ma almeno servirà allo scopo: pian piano state scoprendo cosa accadrà in sala nei prossimi mesi. Eppure, non so perché, non sono ancora soddisfatto... "DUKKHA" è "il termine sanscrito pressoché intraducibile che indica appunto l'incapacità di essere soddisfatto". A dirla tutta, è anche il titolo di uno spettacolo in scena a marzo. E così, dopo aver usato persino il sanscrito, regalo a questa mia lettera un'occasione per sentirsi colta.

E dai, adesso basta con quest'ansia di sembrare intelligente, di scrivere la cosa giusta al posto giusto. Diciamolo pure: sono ancora giovane, e un teatro della mia età ha ancora "TUTTA LA VITA DAVANTI A SÈ", come il protagonista dello splendido romanzo di Romain Gary da cui prenderà le mosse la creazione collettiva della Bottega dell'Attore-Autore di Campo Teatrale, in scena a giugno. E quando si ha tutta la vita davanti si potrà pure decidere di andare incontro a qualcosa di sconosciuto, no? Ecco, mentre vi scrivo non conosco affatto i contenuti di “UNO STUDIO SU ARTHUR MILLER" della Compagnia CampoTeatrale e del "PROGETTO PALCO" di Gianfelice Facchetti. Li scopriremo insieme, rispettivamente a maggio e giugno. Eppure sono tranquillo. No, di più: sono improvvisamente felice. Perché anche se resta in me un po' di paura, passare in rassegna gli spettacoli dei prossimi mesi mi fa pensare alle persone che incontrerò. Sono felice che questi artisti mi abbiano scelto.

Manca solo uno spettacolo all'appello, che suona come un'esortazione e un incoraggiamento: "OTELLO, ALZATI E CAMMINA!" E' vero, se ci guardiamo attorno avvertiamo l'incertezza, sentiamo la paura, ma "la bellezza è lì, non si può far finta di (del)nulla."

Venitemi a trovare, vi aspetto.

 

Cordialmente vostro,

Teatro Guanella

 

PS: avete scoperto la citazione nascosta, e "intelligente"?

Ultimo aggiornamento ( sabato 16 ottobre 2010 )