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Scritto da Amministratore Campo Teatrale   
martedì 27 aprile 2010


Compagnia CampoTeatrale

 

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uno spettacolo sui diritti dell'infanzia

per spettatori dai 14 anni in su 

 

drammaturgia e regia Caterina Scalenghe

con Marco Colombo Bolla, Deborah Ferrari, Donato Nubile

disegno luci Toni Caroppi

voce recitante Carmen Piga

videoproiezioni e grafica Michele Migliarini, Chiara Mironici

sound design Avatara

produzione Campo Teatrale

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo bisogno di sapere che i bambini hanno dei diritti?

Abbiamo bisogno che sia una Convenzione ONU a ricordarcelo?

Come è possibile che sia stato necessario scrivere che un bambino ha diritto di vivere, di avere un nome, di non essere rapito, di non essere abusato?

Il 27 maggio del 1991 l’Italia ratifica la Convenzione sui diritti dell’infanzia, ma dopo 20 anni molti dei suoi principi restano ancora semplici dichiarazioni di intenti, privilegi di pochi, mentre per molti bambini, anche nel nostro Paese, la negazione di questi diritti è norma di vita.

Spetta agli adulti assicurare ai bambini felicità, salute e sicurezza.

E’ opportuno che i principi della convenzione siano alla base di istituzioni fondanti quali la scuola e la famiglia, non solo perché quei diritti vengano rispettati, ma perché si radichino in ognuno come parte della propria coscienza individuale.

Se solo imparassimo a vedere anche nei più piccoli una persona che va rispettata nella sua umanità, contribuiremmo a rendere gli adulti di domani individui in grado di esercitare in piena autonomia le proprie responsabilità civili, sociali, umane.

Con il linguaggio del corpo, le immagini e la tensione emotiva delle storie narrate, ci siamo calati in un tragicomico viaggio alla ricerca di questi diritti negati, calpestati, persi.

Tre ragazzi qualunque giocano, danzano, si muovono circospetti su un simbolico foglio bianco tutto da scrivere: cercano. Di crescere, di amare e di sentirsi amati, di riconoscersi un’identità, un odore, un colore della pelle, di festeggiare un compleanno, di diventare grandi, di dormire senza incubi.

Con la caparbietà e il sorriso propri dei più giovani rincorrono i diritti che qualcuno ha negato loro, tentano di rimettere insieme i pezzi dei propri sogni infranti.

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è un piccolo gioiello, un documento fondamentale che, quando rispettato, tutela esseri umani non ancora consapevoli delle proprie inalienabili esigenze e necessità. Spetta agli adulti farla rispettare.

Tante cose di cui abbiamo bisogno possono aspettare.

I bambini no. Loro sono l’oggi.

 

È difficile fare le cose difficili:

parlare al sordo,

mostrare la rosa al cieco.

Bambini, imparate a fare le cose difficili:

dare la mano al cieco,

cantare per il sordo,

liberare gli schiavi che si sentono liberi.

“Lettera ai bambini” - Gianni Rodari



 

VIDEO TRAILER

MAI+XSI - Trailer - Uno spettacolo sui diritti dell'infanzia from Campo Teatrale on Vimeo.


PHOTO GALLERY

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RASSEGNA STAMPA

Uno spettacolo sull'infanzia che fa i conti con il nostro 'credo' e con la nostra morale, che spinge a riflettere sul mondo degli adulti e sulle loro responsabilità. […] Le parole, le speranze, sono aiutate nella loro carica  emotiva, oltre che dagli interpreti, dalle immagini proiettate su tessuti, su lastre di plastica, sui corpi degli stessi attori.
(Giovanni Bertuccio - TEATRIMILANO.IT)

La Compagnia CampoTeatrale presenta uno spettacolo che, seppure con leggerezza, difende con forza i diritti inalienabili dei bambini. […] Il risultato è quello di un autentico shock interiore.
(Serena Zunino - PERSINSALA.IT)

 

COMPAGNIA CAMPOTEATRALE

La Compagnia CampoTeatrale è costituita da un nucleo stabile, coincidente con la Direzione Artistica dell'omonima Scuola di Recitazione (Marco Colombo Bolla, Lia Gallo, Donato Nubile, Caterina Scalenghe), e da un gruppo di artisti con i quali vengono attivate collaborazioni ad hoc su progetti specifici. La Compagnia gestisce inoltre il Teatro Guanella di Milano.

Il percorso di ricerca artistica della Compagnia mira alla definizione di un linguaggio che sia indipendente da metodi e forme. Far sì che l'istinto e la curiosità del momento scelgano il tema di indagine, e che quest'ultimo indichi al lavoro della Compagnia la via più opportuna per la scena, senza la preoccupazione di approdare ad una definita riconoscibilità estetica.

Il desiderio è quello di consentire a ciascuno di portare in scena la propria poetica, il proprio corpo, la propria parola: la propria unicità.

Gli attori, il testo, l’attenzione verso il contemporaneo, l’osservazione della realtà colta nell’essere forma, luce, suono, tensione: partire da questi materiali e scarnificarli, ricomporli, cercando di ricreare in scena suggestioni, polaroid del vissuto privato. (continua...)

 

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PRODUZIONI

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MAI + XSI

uno spettacolo sui diritti dell'infanzia

 

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CORAGGIO, IL MEGLIO E’ PASSATO!

visioni da L’orologio americano di Arthur Miller

 

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SCOMODI QUI

da una rilettura di Kvetch di Steven Berkoff

 

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 24 maggio 2011 )
 
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