| VERSO IL LAVORO SULLO SPAZIO |
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| Scritto da Amministratore Campo Teatrale | |
| sabato 06 ottobre 2007 | |
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Seminario condotto da MARIA CONSAGRA
Come allenare la capacità dell’attore ad analizzare lo spazio reale che lo circonda? Come aiutarlo a sfruttare al massimo le caratteristiche del luogo e quindi di quella situazione? Attraverso un graduale percorso di osservazione, prima del corpo inteso come spazio interiore e successivamente del corpo all’interno dello spazio che lo circonda (psicologico e architettonico), Maria Consagra propone un suo personale approccio allo “studio dello spazio”.
Come può agire un corpo all’interno di uno specifico spazio vuoto? Come ci si può relazionare, in questo contesto, ad altri corpi?
Da queste domande e da una attenta osservazione di sé e dell’ambiente circostante parte il lavoro, per arrivare ad una consapevole autonomia di libertà in movimento. L’esercizio come un gioco, un gioco dalle regole precise e severe, ma pur sempre un gioco! Da questa parola d’ordine, caratteristica del percorso di Maria Consagra, inizia un lavoro, inizia una storia.
“Sulle scale mobili della Stazione Centrale di Milano. Testa bassa. Direzione piano superiore. Pensieri rivolti alla partenza. Respiro. Il corpo è spento alla vita quotidiana. Apparentemente inerme, attende di essere trasportato nel grande salone centrale. L’unico spazio che mi circonda è il mio corpo. Una cornice che racchiude un quadro pieno di mistero. Respiro. Lascio le scale mobili. Sollevo la testa. Davanti a me un altro enorme quadro: il salone della stazione. Mi fermo ed osservo. Soffitti molto alti. Muri a destra, a sinistra e davanti a me. Confini. Sparsi per il salone, strutture più piccole ora rotonde ora quadrate. In lontananza i binari come linee infinite. Rumore. Luce. Tanta gente. Tanti corpi. Ognuno percorre una sua linea. Chiudo gli occhi e la gente sparisce, rimangono le loro linee. Infinite linee in infinite direzioni. Come mi sento a guardare tutto questo? Dove sono all’interno del quadro? Sono l’unico punto fermo? Qualcuno inveisce contro di me. Qualcuno mi chiede permesso. La mia staticità intralcia il movimento ovvero il continuo cambiamento. Respiro. Mi sposto. Cambia tutto. Osservo e scelgo un altro punto del grande quadro ed ancora cambia tutto. Qualcuno mi viene addosso. Cado. Per fortuna nessuno mi raccoglie, così da lì osservo che nuovamente cambia tutto. Questa cosa mi piace. Respiro e comincio ad ascoltare. Ascolto i passi, tutti diversi. Qualcosa mi dice di alzarmi e cominciare a correre verso un altro punto. Lo faccio. Lo faccio ancora e ancora. La gente si sposta, cambia direzione e mi evita assumendo strane forme. Qualcun altro corre. Qualcuno si ferma a guardare. Si creano gruppi, ora piccoli ora grandi. Esagero: corro, faccio una capriola poi una ruota, cado a terra e mi fermo. Cosa è successo attorno a me? Molti si sono fermati a guardare, molti fanno finta di ignorare. Si è comunque aperto uno spazio vuoto enorme. Comincio a saltare, saltare e qualche bambino lo fa con me. Diversi salti in diversi luoghi. Diverse forme di stupore. Esagero nuovamente: corro e strappo una borsa ad una signora. Urla. Un gruppo si blocca con la signora urlante. Altri mi fanno spazio. Corro. Qualcuno mi insegue. Qualcuno guarda e basta. Qualcuno cerca di placcarmi. Li evito. Cambio direzione. Passo la borsa ad un ragazzo che la tira ad un altro e poi ad un altro ancora. Panico generale. Gli inseguitori prendono i lanciatori solo a mani vuote. In lontananza un gruppo di giovani con cappello, vicini l’uno all’altro come fossero un branco di pesci, avanza veloce verso di me. Hanno un ritmo che se ascoltato bene fa paura. Al loro passaggio si apre un varco vuoto. Avanzano nella mia direzione. Tenuto a forza come un animale al macello da improvvisati sceriffi, osservo. Attorno solo curiosi e qualche cane dubbioso. Cerco la fuga . Inutile lotta. Il branco arriva: un unico gruppo compatto su di me. Attorno, come un grande cerchio a diversi strati, solo osservatori. Il salone quasi vuoto. Tutti insieme verso un solo punto. In lontananza a terra, la borsa. Una suadente signora elegante passa vicino all’oggetto abbandonato. Lo guarda. Guarda noi, prende la borsa e sa ne va dalla parte opposta. Tre, due, uno, stop e tutto torna come prima. Esco dalle scale mobili, vado verso il binario, salgo sul treno e mi siedo. Davanti a me la signora con la borsa. Un altro spazio più piccolo. Che può succedere ora? Il treno parte.”
Maria Consagra, Socia fondatrice del gruppo “Farfa” diretto da Iben Nagel Rasmussen (Odin Teatret). Diplomata in Analisi del Movimento presso il Laban/Bartenieff Institute of Movement Studies di New York , è docente di movimento espressivo dell’attore presso la Scuola del Piccolo di Milano, la Scuola Civica di Arte Drammatica Paolo Grassi e la Scuola del Teatro Stabile di Torino. Collabora con Luca Ronconi e Paolo Rossi. QUANDO: Da Venerdì 28 a Domenica 30 Marzo 2008 ORARIO: Venerdì h 19.00-23.00, Sabato e Domenica h 10.00-17.00 (con 1 ora di pausa). Tot. 16 ore PARTECIPANTI: Max 15. SELEZIONE: Inviare il proprio CV e lettera di motivazione entro e non oltre Lunedì 25 Febbraio 2008. COSTO: € 200,00. Sconto di € 10,00 per gli iscritti a Campo Teatrale. SEDE: Teatro Guanella. Via Duprè 19 - Milano
INFO ed ISCRIZIONI: Campo Teatrale Via Roggia Scagna, 7 - Milano Tel/Fax 02.26113133 E-mail: info@campoteatrale.it
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 21 gennaio 2008 ) |
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