Spettacolo per le scuole

D.N.A. di Denis Kelly - 10 adolescenti in scena contro il bullismo

Un progetto di spettacolo che intende essere un’esperienza creativa ed educativa peer to peer: la messinscena di un testo di drammaturgia contemporanea scritto per attori adolescenti e rivolto ad un pubblico di loro coetanei,  aperto anche al dialogo con adulti.

Il progetto si avvale della forza e della coesione di un gruppo di 10 ragazzi adolescenti che studia Recitazione presso Campo Teatrale da oltre un anno, con la guida e la direzione di Matilde Facheris e Mattia Fabris.

In prossimità della  Giornata dei diritti per l’Infanzia,  Campo Teatrale offre la possibilità di assistere ad una prova aperta del lavoro di costruzione dello spettacolo.

L’iniziativa è rivolta a ragazzi e adulti (docenti, educatori) interessati  a partecipare ad una sessione di lavoro del gruppo, assistendo ad una prova “filata” del primo atto dello spettacolo. Un’occasione unica per sbirciare un lavoro di creazione in fieri, per agire un confronto “a caldo” e indagare le molteplici  direzioni che il processo creativo può ancora prendere nella fase che precede il montaggio definitivo.

Prova aperta gratuita in teatro: Lunedì 15 novembre ore 17.30
In quest’occasione sarà presente e interverrà il Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano, prof. Silvio Premoli
Prenotazione obbligatoria, scrivendo a info@campoteatrale.it indicando nominativo, contatto telefonico, contatto email, numero posti richiesti.
I posti sono limitati.
Ingresso da Via Casoretto 41/a
Il debutto dello spettacolo è previsto per Febbraio 2022.
Lo spettacolo poi replicherà presso Campo Teatrale e altri teatri milanesi in via di definizione e sarà rivolto ad un pubblico di studenti.
Le condizioni di partecipazione per gli studenti verranno definite e comunicate successivamente.
Docenti ed educatori interessati a ricevere aggiornamenti sul progetto, sono invitati a compilare questo FORM

 

Note di Regia  a cura di Mattia Fabris e Matilde Facheris

Da quando lavoriamo con gli adolescenti, ci siamo sempre trovati davanti ad un ostacolo quasi insormontabile: che parole scegliere per questi ragazzi?

Da un lato la tentazione è quella di usare parole alte: Shakespeare, Euripide, Brecht. I classici sono sempre una grande scuola e per dei ragazzi che si avvicinano al mondo del teatro possono rappresentare una grande risorsa. Tuttavia, a quell’età, risultano spesso un pretesto più che un testo. Costringono loro a rapportarsi con una materia alta ma, troppo spesso, nella quale fanno fatica a rispecchiarsi.

L’alternativa ai classici è spesso la scrittura personale. Far si che siano i ragazzi stessi a raccontarsi è un buon modo per esortarli a esprimere il loro mondo, le loro passioni, i loro disagi e i loro desideri….ma questo, nel 90% dei casi significa rinunciare ad una qualità di scrittura profonda e universale. Alla fine spesso scegliamo una via ibrida: in parte testi scritti da altri in parte rielaborazioni e testi personali.

Ma poi abbiamo incontrato D.N.A.

E il dilemma si è risolto come per magia. 

D.N.A. È un testo capace di riassumere le due istanze. Una scrittura sapiente, complessa e articolata e, al contempo, semplice, diretta e in grado di riassumere il mondo di ragazzi che si affacciano alla vita come di rado si incontra. Il tutto lasciando una grande libertà interpretativa. 

E poi, dettaglio importantissimo, è un testo estremamente corale. 

I personaggi di D.N.A. sono tutti adolescenti e crediamo che le stesse parole dette da un gruppo di adulti che scelgono di raccontare dei ragazzini, avrebbero un sapore totalmente diverso. 

Non appena ascoltiamo quelle parole dalla bocca di un quindicenne o di un diciottenne ne cogliamo i significati profondi. Il solo fatto che siano dei giovani a dirle le illumina di una luce diversa. La coincidenza di età, di sentimenti, di battito cardiaco, tra attore e personaggio in questo testo, più che in molti altri, è in grado di produrre risultati sorprendenti.

Crediamo che affrontare D.N.A con dei giovani significhi dar loro la possibilità di esprimere qualcosa di sé pur usando parole e situazioni molto distanti da loro. Questa caratteristica di universalità si ascrive di solito ai testi classici e molto di rado la si incontra in un testo contemporaneo in cui i personaggi sono così giovani.

Per questo abbiamo scelto di mettere in scena il testo: è come se avessimo incontrato qualcuno che abbia scritto un testo proprio per noi. Un testo dal ritmo incalzante, drammatico ironico insieme e pieno di vitalità: privilegio raro.

La messa in scena, proprio per rispettare e accordarsi a queste caratteristiche del testo, sarà corale e si affiderà soprattutto alle parole: non escludiamo che verranno “dette” anche le didascalie che indicano tempi e luoghi della vicenda. Pochi oggetti evocativi indicheranno gli spazi della narrazione.

Gli attori saranno sempre tutti in scena, alcuni agiranno mente altri ascolteranno, in quella speciale condizione che sta a metà tra attore e spettatore: il coro, cassa di risonanza e amplificatore di quanto accade in scena.

 

Interpreti: Edoardo Ventafridda, Elisa Jayakody, Emanuele Capasso, Eva Menichelli, Marta Caltagirone Catapano, Matteo Giandelli, Francesca Pascarella, Francesca Clerici Lorenzini, Sara Radaelli, Riccardo Pintilie Flores.
Adattamento e Regia: Mattia Fabris e Matilde Facheris

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