Bravissime

Produzione ATIR

Venerdì 13 febbraio ore 20:30
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Lo spettacolo nasce da un’osservazione semplice e disturbante: ci sono corpi che imparano molto presto a obbedire.
Cosa comporta diventare famose, eccellere, essere le migliori, le più brave, bravissime? Quanto una bambina può essere padrona del proprio corpo e del proprio sogno? Ed è davvero necessario perdere l’innocenza e la libertà? E gli adulti, quanta responsabilità hanno? Qual è il confine fra disciplina e abuso?
Bravissime è un progetto teatrale che si interroga sull’imperativo della perfezione fisica e del successo a tutti i costi.
In un mondo che idolatra la competizione, l’eccellenza e la vittoria, dove si è spinte fin da piccole verso traguardi difficili da raggiungere, spesso il prezzo da pagare è altissimo: bambine e ragazze cresciute troppo in fretta.
Da una parte giovani atlete, dall’altra genitori, allenatori, manager; l’enorme peso del profitto e delle aspettative sociali.

NOTE DI REGIA 

La drammaturgia in scena

Il percorso dello spettacolo procede per accumulo e progressiva messa a fuoco.
All’inizio lo sguardo è ampio: attraversa un immaginario globale fatto di modelli, icone, corpi esemplari. Scena dopo scena, però, questo campo si restringe, come un imbuto che costringe a guardare più da vicino: ai fatti di cronaca che hanno portato alla luce   violenze   /siche   e   psicologiche  sistematiche subite da atlete italiane.
Sul dettaglio giornalistico prevale il meccanismo che rende gli abusi possibili: una rete di adulti – allenatori e allenatrici, dirigenti sportivi, presidenti di società, genitori – che esercitano potere sui corpi più fragili, senza riconoscere il confine tra cura e controllo.
In questo restringimento dello sguardo, il corpo dell’attrice non rappresenta più “un sistema”, diventa invece il luogo concreto in cui quel sistema si inscrive.
Questo movimento verso il caso italiano non è una chiusura, ma una responsabilità: lo spettacolo chiede allo spettatore di interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio silenzio.
Perché ciò che emerge non è un’eccezione, ma la manifestazione più evidente di una cultura che continua a legittimare il sacrificio dei corpi giovani in nome dell’eccellenza.
E allora la domanda torna, ancora più urgente: chi protegge davvero le bambine e le ragazze, quando il successo diventa più importante della loro integrità?

La regia

«Ho proposto alle attrici un “campo di forze”: un luogo in cui muoversi tra ciò che è stato chiesto loro di essere e ciò che sono diventate: stare in scena senza protezione, esposte. Non si chiede loro di rappresentare delle “atlete” o delle “icone”, ma di attraversare quelle figure come fantasmi che hanno abitato – e abitano ancora – l’immaginario di tutte noi.
La scena è abitata da spazi emotivi, non da luoghi realistici. Spazi che si aprono attraverso canti, gesti, posture, micro-azioni, danze trattenute o esplosive, nati dall’attrito tra disciplina e desiderio, tra controllo e abbandono. La parola non spiega: agisce. È materia fisica, come il respiro, il sudore, la musica.
La scelta registica è quella di mettere le attrici nello sforzo reale dell’eccellenza.
In scena non si parla soltanto di disciplina, allenamento, resistenza: queste condizioni vengono attraversate concretamente.
Le attrici danzano e cantano dal vivo In uno spazio di prova e di esposizione, in cui il corpo è chiamato a rispondere a richieste precise: il fiato che manca, l’errore possibile, la fatica, la ripetizione, Il rischio.

L’eccellenza non è un risultato garantito, ma una tensione continua, fragile, instabile.
Danzare e cantare sono atto politico e poetico insieme:
il corpo delle attrici, esposto allo sguardo, mette in crisi l’idea stessa di perfezione.
La scena diventa allora un luogo di responsabilità, una domanda aperta su cosa trasmettiamo, su quali modelli di forza, successo e realizzazione continuiamo – spesso inconsapevolmente – a perpetuare.
Bravissime non cerca risposte né giudizi.
La regia sceglie di restare nel dubbio, nella frizione, nell’inquietudine. Di esporre il meccanismo invece di denunciarlo apertamente. Di lasciare allo spettatore lo spazio per interrogarsi, senza offrirgli un conforto morale.
Perché forse la domanda non è solo cosa abbiamo perso inseguendo l’eccellenza,
ma quanto siamo ancora disposte a sacrificare pur di sentirci all’altezza.»

Marcela Serli

A fine spettacolo ci sarò un momento di confronto tra il pubblico, la Compagnia e l’Associazione culturale Telemaco di Jonas, centro di clinica psicoanalitica dell’adolescenza.

Credits

drammaturgia 
Marcela Serli e Giulia Trivero
coreografie 
Noemi Bresciani
produzione 
ATIR
con il sostegno
del Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia e de la Contrada Teatro Stabile di Trieste
regia e spazio scenico 
Marcela Serli
costumi
Graziella Pepe
costumi realizzati presso il
Laboratorio di Sartoria del PICCOLO TEATRO DI MILANO – TEATRO D’EUROPA 
con il contributo di
Regione Lombardia e Giochi della cultura
Nell ambito di
Cultural olympiad
con 
Giulia Bertasi, Matilde Facheris e Virginia Zini
luci 
Alessandro Barbieri
musiche originali e arrangiamenti 
Giulia Bertasi
assistente alla regia 
Caterina Nonis

Dicono di noi

Ieri sera non solo spettacolo, cena tutti insieme! Grazie a Campo Teatrale per la bellissima iniziativa “Convivio”, un eccellente modo per avvicinare ancora di più il pubblico al teatro.

Spettatore #24
Dai questionari spettatori 16/17

Volevo davvero ringraziarvi per la bellissima serata di ieri sera. “Convivio” è un’iniziativa meravigliosa e dà un valore aggiunto al vostro teatro. Grazie mille!

Spettatore #25
Dai questionari spettatori 16/17

Piacevole la corte, l’allestimento essenziale, la semplicità degli spazi, l’area periferica, il pubblico di giovani: sorprendete la coincidenza di ritrovare amici su vari fronti accomunati dal desiderio di condivisione di esperienza nuova, fuori dai percorsi consolidati.

Spettatore #1
Dai questionari per spettatori 16/17
 Spettacoli di qualità. Bravi!
Spettatore #10
Dai questionari per spettatori 16/17
Spettacoli intensi, emozionanti, che aprono a domande… Importante la condivisione dopo lo spettacolo.
Spettatore #11
Dai questionari per spettatori 16/17
Mi piace il vostro modo di stare nel teatro.
Spettatore #16
Dai questionari per spettatori 16/17
Questo spettacolo ha creato un’atmosfera incredibile, tutti gli amici che ho invitato mi hanno ringraziato molto per averli resi partecipi.
Spettatore #15
Dai questionari per spettatori 16/17
Come prima esperienza al campo teatrale è stato molto interessante. Lo spazio è davvero bello. Ci tornerei per altri spettacoli.
Spettatore #13
Dai questionari per spettatori 16/17
Serata molto carina ed interessante sono andato via con la convinzione e la gioia di aver assistito a qualcosa di speciale
Spettatore #12
Dai questionari per spettatori 16/17
È un luogo molto piacevole dove si sta bene e ci si sente a casa.
Spettatore #17
Dai questionari per spettatori 16/17

Prima volta al campo su invito di una mia amica. Mi sono divertito un sacco, splendida accoglienza e si entra nel vivo della rappresentazione. Bravi gli attori qualità alta. Grazie.

Spettatore #18
Da Facebook

Non lo conoscevo e ho scoperto un luogo intimo e accogliente… Da non perdere di vista!

Spettatore #23
Da Facebook

Un luogo intimo, senza essere piccolo, in cui ho visto succedere piccoli miracoli e cose meravigliose.

Spettatore #22
Da Facebook

Posto meraviglioso, teatro di qualità, persone di cuore.
Questo è il teatro che fa stare bene.

Spettatore #21
Da Facebook

Una realtà che mi è piaciuta… dove l’arte si esprime per chi ha la capacità di non seguire il gregge….mi è piaciuta l’aria e le persone….

Spettatore #20
Da Facebook
Sono stato da voi due volte, a vedere spettacoli differenti e tutte e due le volte la qualità dell’offerta e del lavoro è stata molto alta.
Spettatore #2
Dai questionari per spettatori 16/17

Fino adesso qui ho assistito ai due migliori spettacoli dall’inizio dell’anno. Non lo conoscevo ma credo di essermi già affezionata. Da provare.

Spettatore #19
Da Facebook
 Spettacolo bellissimo e ambiente caloroso, sono stata benissimo! Sono rimasta molto soddisfatta e colpita, come ogni volta che passo a Campo del resto 🙂
Spettatore #8
Dai questionari per spettatori 16/17
Gentilezza nell’accogliere il pubblico. Bel posto, accogliente per gli spettatori e anche per gli studenti che si formano lì nella scuola.
Spettatore #7
Dai questionari per spettatori 16/17
Mi avete regalato una splendida serata e giorni di profonda riflessione.
Spettatore #6
Dai questionari per spettatori 16/17
Ottima l’idea della cena con attori/regista e discussione. Non mi è mai capitato, nemmeno all’estero.
Spettatore #5
Dai questionari per spettatori 16/17
Continuare sulla strada delle proposte come cena con gli attori e regista, sono le iniziative di questo tipo che avvicinano il pubblico e lo fanno sentire a teatro come a casa. Grazie.
Spettatore #4
Dai questionari per spettatori 16/17
Ambiente molto giovane, fresco e piacevole!
Spettatore #3
Dai questionari per spettatori 16/17