E chi lo dice? - Human Week
Saggio Under 11 incentrato sulla tematica degli stereotipi di genere
“E chi lo dice?”
E chi lo dice? è il titolo del Saggio del corso recitazione Under 11 di Campo Teatrale, incentrato sulla tematica degli stereotipi di genere.
A seguire, si terrà un breve dibattito e un momento di gioco per i più piccoli.
Prenotazione obbligatoria: [email protected]
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«“Devi essere una ragazza tosta”
“Devi essere dolce”
“Devi essere forte” … e se non fossi niente di tutto questo?»
Quante volte abbiamo avuto l’impressione di essere sbagliate o sbagliati? Di doverci conformare a uno standard che non abbiamo scelto, ma che spesso ci viene imposto in base al genere più che alla nostra personalità, alla nostra storia, ai nostri desideri?
La scena inizia dalla netta divisione che ci viene tramandata fin dall’infanzia: da una parte le femmine, dall’altra – nel nostro caso – un solo maschio.
Spesso, infatti, cresciamo secondo schemi rigidi che separano, limitano e definiscono ciò che possiamo o non possiamo essere. E questo è ancora più forte durante l’infanzia, quando le regole non dette si interiorizzano per il resto della vita e si trasformano in voci che ci impediscono di osare:
«“Mi dispiace, questo lavoro non puoi farlo.”
“Mi dispiace, questa cosa non puoi dirla.”»
In un mondo così definito da ruoli di genere, di classe, di provenienza… dove finisce – e dove inizia – la libertà?
Questo lavoro nasce proprio dall’ascolto di un desiderio forte e autentico di libertà, emerso durante l’anno dal gruppo delle bambine e del bambino. Una libertà che non vuole adattarsi agli stereotipi, ma che rivendica il diritto di ciascuna di potersi definire buffa, fantasiosa o stramba. Libertà di: e con quel “di”, si apre un varco immenso, che permette di esplorare tra tutte le infinite possibilità che il mondo può offrire. Non di certo libertà tra le poche possibilità che vengono concesse dagli stereotipi, di genere e non.
Attraverso il racconto di esperienze quotidiane, mille domande e altrettante ambizioni, il gruppo si fa portavoce della convinzione che quei confini, quelle etichette, si possano – e si debbano – superare. Ma nel farlo, scopre anche altro: innanzitutto che l’amicizia è una bussola per orientarsi in un mondo che spesso sembra troppo grande e dispersivo, che i desideri e le ambizioni non hanno etichette e, infine, che è importante far sentire la propria voce, quella di una generazione che è certamente il futuro, ma rappresenta a pieno titolo anche il presente.
Il testo nasce in gran parte dalle esperienze reali del gruppo. Quando, per esempio, una bambina ci ha raccontato di essere stata rimproverata per la sua “troppa fantasia”, abbiamo immaginato un personaggio: il controllore delle storie, una creatura mutaforma e meschina, capace di censurare ogni racconto che esce dagli schemi.
Lavorare con l’infanzia richiede attenzione, così come essere genitori o adulti di riferimento: si può facilmente rischiare di diventare i “controllori delle storie” delle bambine e dei bambini con cui interagiamo. Se non siamo consapevoli degli stereotipi che ci attraversano silenziosamente, rischiamo di limitare ciò che dovrebbe invece fiorire e strabordare.
Oltre a raccogliere le reali istanze ed esperienze del gruppo, il lavoro trae ispirazione da Femmina non è una parolaccia, libro per l’infanzia scritto da Carolina Capria e Mariella Martucci. Capria, autrice che esplora temi attuali e rilevanti attraverso una narrazione scevra da pregiudizi e capace di entrare in connessione con le giovani generazioni, è una figura di rilievo nel panorama della letteratura contemporanea per l’infanzia e nella saggistica per adulti, incentrata propriamente sulla parità di genere. Dal 2018, attraverso il suo progetto social L’ha scritto una femmina, Capria si dedica alla valorizzazione e alla diffusione dell’autorialità femminile di tutte le epoche.
Mariella Martucci è scrittrice, traduttrice e sceneggiatrice, autrice di romanzi d’avventura per ragazzi e ragazze, nonché di testi dal titolo esplicativo: Io dico no agli stereotipi, Storia delle donne e altri ancora.
La loro voce è parte integrante di questo lavoro, così come lo sono quelle delle bambine e del bambino che lo hanno costruito, vissuto, e portato in scena attraverso la nostra mediazione.
Adele Di Bella, Carmelo Crisafulli
Credits
Dicono di noi
Volevo davvero ringraziarvi per la bellissima serata di ieri sera. “Convivio” è un’iniziativa meravigliosa e dà un valore aggiunto al vostro teatro. Grazie mille!
Dai questionari spettatori 16/17
Piacevole la corte, l’allestimento essenziale, la semplicità degli spazi, l’area periferica, il pubblico di giovani: sorprendete la coincidenza di ritrovare amici su vari fronti accomunati dal desiderio di condivisione di esperienza nuova, fuori dai percorsi consolidati.
Dai questionari per spettatori 16/17
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Prima volta al campo su invito di una mia amica. Mi sono divertito un sacco, splendida accoglienza e si entra nel vivo della rappresentazione. Bravi gli attori qualità alta. Grazie.
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Non lo conoscevo e ho scoperto un luogo intimo e accogliente… Da non perdere di vista!
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Un luogo intimo, senza essere piccolo, in cui ho visto succedere piccoli miracoli e cose meravigliose.
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Posto meraviglioso, teatro di qualità, persone di cuore.
Questo è il teatro che fa stare bene.
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Una realtà che mi è piaciuta… dove l’arte si esprime per chi ha la capacità di non seguire il gregge….mi è piaciuta l’aria e le persone….
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Dai questionari per spettatori 16/17
Fino adesso qui ho assistito ai due migliori spettacoli dall’inizio dell’anno. Non lo conoscevo ma credo di essermi già affezionata. Da provare.
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